domenica 11 ottobre 2009

LE ORIGINI DELL'ALBERO DI NATALE



LE ORIGINI DELL'ALBERO DI NATALE

L'albero di Natale è nato in Norvegia. Si trattava di un grosso frassino che affondava le sue radici nel profondo della terra, e le cui cime toccavano il cielo fino a perdersi nel azzurro infinito.

Sotto il Cristianesimo, l'albero divenne quello del frutto proibito e fu messo al centro delle sacre rappresentazioni medievali.

I colori tradizionali del Natale sono il rosso (come le mele e le ciliegie che durante queste rappresentazioni venivano appese all'albero come simbolo del frutto proibito offerto ad Eva), il bianco (le cialde che rappresentavano il perdono dal peccato) e il verde delle foglie sempre verdi.
Furono i Francesi e i tedeschi i primi a decidere di addobbare, secondo quest'usanza, l'albero di Natale.

Questo ceppo veniva scelto tra i migliori, preferibilmente di quercia (legno propiziatorio che simboleggia la forza e la solidità), ed era bruciato nelle case davanti alla famiglia al completo per 12 giorni consecutivi.

Dal modo di ardere del legno venivano tratti presagi su come sarebbe stato l'anno successivo.
Simbolicamente si bruciava il passato, e si coglievano i segni del prossimo futuro: le scintille che salivano nella cappa simboleggiavano il ritorno dei giorni lunghi, la cenere veniva raccolta e sparsa nei campi per sperare in abbondanti raccolti.
Ora noi troviamo questi simboli nel nostro albero di natale e nelle nostre vie: le luci e le luminarie sono le scintille del falò, le palle e le decorazioni sono speranze di prosperità, l'abete sempreverde è la speranza di rinascita, i fili d'oro e d'argento sono i capelli delle fate.
Nel mondo contadino i festeggiamenti si protraevano fino all'epifania perché in tale periodo le giornate iniziano lentamente ad allungarsi.


Anche la tradizione cristiana ha ripreso il tema dell'albero: l'abete inizialmente indicava l'Albero Cosmico, cioè la manifestazione divina del cosmo, in seguito venne identificato in Gesù e nella sua luce: l'illuminazione dell'albero è l'illuminazione di Cristo sull'umanità, mentre i frutti, i doni, le decorazioni simboleggiano la sua generosità verso di noi.
Le tradizioni pagana e cristiana si sono fuse: la luce allunga sempre più le giornate e Gesù nasce per salvare il mondo.

La tradizione dell'albero si estese presso molti altri popoli del nord Europa e cominciò ad accompagnare la ricorrenza natalizia. Alle ghirlande si unirono nastri e frutti colorati, poi le candeline, fino a quando, verso la metà del 1800, alcuni fabbricanti svizzeri e tedeschi cominciarono a preparare leggeri e variopinti ninnoli di vetro soffiato che diventarono di moda e divennero l'ornamento tradizionale dell'albero natalizio. Poi arrivarono anche le lampadine e le decorazioni di plastica; oggi non c'è più limite alla fantasia per creare addobbi e abbellimenti per i rami.


Nelle case italiane l'albero di Natale è arrivato da pochi decenni e in circostanze curiose. Verso la fine del 1800 questa moda dilagava in tutte le corti europee tra le famiglie della nobiltà. Anche la regina Margherita, moglie di Umberto I, ne fece allestire uno, in un salone del Quirinale, dove la famiglia reale abitava. La novità piacque moltissimo e l'albero divenne di casa tra le famiglie italiane e popolarissimo tra i bambini.
Purtroppo per alimentare questa tradizione ogni anno migliaia e migliaia di piante vengono sacrificate per essere utilizzate pochi giorni e finire poi nella spazzatura.

Vi chiedo a questo punto un grosso favore: cercate di comperare alberi con le radici, vaporizzateli spesso con un acqua nebulizzata e una volta finite le festività trovategli un posticino tranquillo in cui farli sopravvivere…


Ve ne saranno infinitamente grati e le Driadi non mancheranno di ricompensarvi con tanta buona fortuna e felicità…..

3 commenti:

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

Grz,era prp ql ke stavo cercando x 1 ricerca,anke la pagina è decorata bn!

Anonimo ha detto...

grz, era quello ke cercavo!!!