domenica 20 dicembre 2009

LA BAMBOLA DI PEZZA

LA BAMBOLA DI PEZZA

Come ogni anno, all'avvicinarsi del Natale, il reparto giocattoli del grande magazzino in cui lavora la signora Luisa è affollato: genitori, nonni e zii sembrano fare a gara nel comprare i giochi più belli da regalare ai bambini per Natale. Anche Luisa vorrebbe acquistare un bel giocattolo per Carlotta, la sua bellissima bambina di sette anni, ma il suo modesto stipendio non le consente di spendere molto: anche quest'anno, dovrà ripiegare sulla solita bambolina! Carlotta, in fondo, non ama molto le bambole sofisticate e le altre diavolerie elettroniche che fanno la gioia di tanti bambini. A lei le vecchie bambole di pezza sono tanto care e le considera amiche affettuose, con le quali trascorrere i lunghi pomeriggi, quando, finiti i compiti, aspetta che la mamma ritorni dal lavoro giocando sotto lo sguardo affettuoso della portiera. Ormai mancano pochi giorni al Natale, e Carlotta scrive, come tutti i bambini, la sua letterina a Gesù Bambino. Vuole chiedergli di lasciarle la sua mamma vicino, perché ha solo lei, da quando il suo papà è andato in cielo. Ma vuole domandare anche un regalo speciale: far guarire la sua bambola preferita, la buffa Genoveffa, compagna di tante ore felici e di tante notti angosciose, quando, dopo la morte del babbo, i brutti sogni non la facevano dormire: solo grazie alla compagnia di Genoveffa, che, secondo la mamma, aveva il potere di scacciare i sogni cattivi, la bambina aveva riacquistato serenità. Ma ora Genoveffa è vecchia e malata: un braccio sta per staccarsi, e dalla stoffa logora l'imbottitura fuoriesce a poco a poco. I tentativi della mamma di ripararla sono serviti a poco; ma Carlotta non si rassegna a rinunciare alla sua amica, non solo perché le vuole bene, ma anche perché teme che, senza Genoveffa, i brutti sogni torneranno. La signora Luisa legge la letterina di Carlotta, e decide che deve fare qualcosa per rasserenare la sua bambina. Ma che cosa? Ha passato in rassegna tutte le bambole del negozio, ma nessuna somiglia a Genoveffa. Ma il cuore di una mamma ha risorse inattese! E' la vigilia di Natale. La Signora Luisa torna a casa portando un pacchetto avvolto in carta rossa e legato con un nastro dorato: è il regalo di Natale per Carlotta. La mattina di Natale, la bambina, appena sveglia, corre a controllare la sua Genoveffa: Gesù Bambino l'avrà guarita? Ma Genoveffa non è nella sua scatola. Carlotta corre dalla mamma, che sta preparando la colazione nella piccola cucina. La signora Luisa accompagna la figlia in soggiorno, dove, sotto il piccolo albero di Natale, fa bella mostra di sé il pacchetto rosso. La piccola apre il pacchetto, e spalanca gli occhi per lo stupore: adagiata nella carta velina, c'é un bambola di pezza del tutto uguale a Genoveffa, ma con il visino nero. Nella scatola c'é anche una letterina. Carlotta apre la busta e, seduta in braccio alla mamma, legge: - Cara Carlotta, ho portato in cielo la tua amica Genoveffa, perché faccia compagnia al tuo papà. In cambio, ti mando la sua sorellina Tatù. Sai, anche lei è una bambola speciale: attira i sogni belli, e li regala a chi le sta vicino. Perciò, tienila sempre con te ed amala come hai amato Genoveffa. Osserva il suo visino scuro: non ti ricorda il viso di Raja, la piccola africana che da alcuni giorni è in classe con te? E se anche lei diventasse tua amica? Ciao, e Buon Natale. Gesù Bambino - . - Mamma, è proprio vero: Tatù somiglia a Raja, anche se è vestita come Genoveffa. Quando torneremo a scuola la inviterò a giocare con me, voglio diventare sua amica. Voglio che anche a lei la mia bambola regali tanti bei sogni. Che dici, Genoveffa sarà contenta di stare vicino al mio papà? - Certamente, bambina mia. E vedrai che Tatù porterà tanta gioia a te ed alla tua compagna Raja, se solo vi vorrete bene, anche se siete diverse: Tatù non è forse la sorellina di Genoveffa? - Hai ragione, mamma, non importa il colore della pelle, è il cuore che conta! E la bimba, felice, va a giocare con la sua bambolina di pezza, mentre la mamma pensa che valeva la pena di fare tanti sforzi per riuscire a vestire come Genoveffa la vecchia bambola negra che da diversi anni giaceva in fondo allo scaffale, ignorata da mamme e bambine, più attratte dalle sofisticate bambole che parlano, camminano e fanno pipì.

fonte web

1 commento:

E Lisa ha detto...

C'e e r a u n a v o l t a <3